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  • DATA: 12-04-2019
  • LUOGO: Shiraz

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la casa della moschea Kader Abdolah iperborea 2018

La casa della moschea

Kader Abdolah (Iperborea 2008)

Kader Abdolah ha scritto questo libro in olandese e ha vinto anche un premio come secondo miglior libro mai scritto in quella lingua.

E’ stato perseguitato sia dal regime dello Scià che da quello di Khomeini e si è rifugiato nei Paesi Bassi nel 1988. Ciò non gli ha impedito di scostare il velo “per mostrare l’Islam come modo di vivere… un Islam moderato, domestico, non quello radicale”.

Racconta la storia di una influente famiglia di Senjan, città emblematica in Iran non troppo distante da Qom, la seconda città santa degli sciiti dopo Mashad.

L’autore con lucidità e delicatezza descrive dall’interno un’epoca che va dallo sbarco del primo uomo sulla luna fino alla fine della prima Guerra del Golfo tramite la storia della storica famiglia di Aga Jan, protagonista e custode della casa della moschea.

L’autrice è nata a Teheran nel 1977 ma è andata via con la famiglia nel 1979 allo scoppio della rivoluzione islamica.

Questo libro ha tutto il tono e lo charme dei circoli culturali di iraniani immigrati all’estero. È ambientato a Buenos Aires, prima meta della sua migrazione familiare, in un palazzo dell’Avenida Florida – in pieno centro – chiamato “Anna Karenina”.

La protagonista, Zadi, si trova lì con la sua figlioletta per un incontro fortuito in aeroporto con Haji Khanoum, cuore pulsante della vita del palazzo. Decide di darsi da fare e di aprire un salone di bellezza che porti il nome della “donna di ferro” inglese.

Attorno al salone e all’andirivieni di clienti di origine iraniana, si crea un circolo di poesia in cui gli abitanti del palazzo si ritrovano una volta a settimana a leggere, commentare, litigare, partendo sempre dai testi dei grandi persiani.

Le loro storie si intrecciano in un presente in cui viene rievocato il passato di ognuno e la malinconia dell’abbandono della terra natìa.  

Letture istituti di bellezza
city of lies

Città della menzogna: amore, sesso, morte e la ricerca della verità a Teheran

Ramita Navai (W&N 2015)

Ramita Navai è una giornalista irano-inglese che ha vinto vari premi e ha una grande reputazione nel giornalismo d’inchiesta in luoghi di guerra. 

Trasferitasi con la famiglia in Inghilterra da piccolissima, scrive del vero volto di Teheran, la città della menzogna, percorrendo in lungo e in largo la famosa via Vali Asr che taglia in due la città, proponendo le storie di 8 persone comuni che vivono delle vite fuori dall’ordinario proprio per il fatto di essere a Teheran, dove la sopravvivenza dipende da una complessa rete di falsità. 

La porno star, l’assassino e il nemico dello stato che finisce per lavorare per la Repubblica, la casalinga che chiede il divorzio, il delinquente all’antica che gestisce una bisca clandestina, il narcotrafficante… tutti volti molto umani e mix sapiente delle interviste fatte dalla giornalista. 

Questo libro purtroppo non esiste ancora in italiano.

Leggere Lolita a Teheran

Azar Nafisi (Adelphi 2007)

Azar Nafisi era professoressa di letteratura inglese all’Università Allameh Tabatabei di Teheran, ma dal 1997 insegna alla Johns Hopkins University a Washington, D.C. 

Proprio negli Stati Uniti è stato scritto il libro che narra la storia di questa professoressa che lascia l’insegnamento per le pressioni subite dalla Repubblica Islamica, ma continua una sorta di seminario di letteratura inglese con 7 delle sue allieve più brillanti che si riuniscono a casa sua una volta a settimana per discutere di libri “proibiti”. 

Via via le studentesse si aprono al gruppo e svelano le loro vite, esponendo la complessità e le difficoltà di essere donna nel Paese degli Ayatollah.

 

leggere lolita a Teheran